REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE
Campagna Per il clima fuori dal fossile
RIBALTIAMO I RAPPORTI DI FORZA, USCIAMO DA GUERRA E FOSSILE!
INSIEME SI PUÒ INSIEME SI DEVE – 24 OTTOBRE 2026
Alla presenza di delegazioni territoriali e di movimento, sabato 24 ottobre si è tenuta l’assemblea promossa della Campagna “Per il clima, fuori dal fossile!”, aperta a tutte le realtà che si interessano e lottano contro l’energia padrona. L’obiettivo era quello di focalizzare proposte concrete capaci di creare un’azione comune nel contesto di fase che vede sempre più connessi clima, fossile, guerra e capitalismo finanziario.
Su questa base diventa fondamentale trasformare le proposte in una piattaforma di azione comune. Questo è ancor più vero nella fase attuale che denota una forte ripresa di lotta, non solo in forma spontanea ma che sta diventando sempre più realtà che salda tematiche fondamentali, quali la guerra, le fonti fossili e un’economia marchiatamente di classe. Dobbiamo lavorare in questa nuova ondata, che è una grande opportunità di irruzione di nuove espressioni di lotta sociale, per connettere ancora di più, non tanto le organizzazioni ma le pratiche di lotta, anche in considerazione che i tempi economico-sociali sono sempre più veloci e ci obbligano a capire i contesti che mano a mano nascono e si sviluppano, verso saldature e convergenze che non siano fatte a tavolino. Se qualcuno continua a pensare che quello che sta avvenendo socialmente può diventare un bacino di reclutamento per rafforzare reti, organizzazioni e posizioni su paradigmi vecchi e inutili, la finestra di rinnovamento delle lotte potrebbe chiudersi velocemente e consegnare la delusione alle risacche reazionarie esistenti.
Alla assemblea hanno partecipato in presenza, oltre le consuete realtà che animano la Campagna, Fridays For Future, UDS, Acrobax Roma, Climate Pride, Legambiente, il coordinamento No Triv; altre hanno partecipato da remoto come No Base Coltano-Pisa, Stop Datacenter di Milano, Sumud Flottilla della Sicilia, Rete No Rigassificatori, Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, RECA, Comitato Piombino. Altre realtà ancora che avevano partecipato alla call preparatoria del 17 settembre e avevano sottolineato l’interesse ad esserci, ma non sono riuscite per la contemporaneità di iniziative, anche di carattere nazionale, come per Stop biocidio, che ha organizzato a Castelvolturno la manifestazione contro i CPR. Probabilmente la mancata presenza di altre realtà attive sulle lotte climatiche ed ecologiste deriva, vogliamo sperare, dal fatto che il giorno 24 in quasi ogni città italiana si tenevano importanti manifestazioni popolari. Pensiamo, però, che possa anche essere il segno che per alcuni prevalga l’idea che l’unità sia un processo di “riduzione ad uno” delle diverse specificità, magari con qualche intento egemonico di carattere politico e/o partitico. Speriamo ed auspichiamo che il pullulare di nuove iniziative di lotta nel mondo giovanile, ma anche nelle realtà economiche, soprattutto del Sud, possa stimolare atteggiamenti differenti. Non si trasforma l’esistente da soli e la realtà sociale ha bisogno di un cambiamento dei rapporti di forza che non ci faccia rimanere imprigionati nelle politiche liberiste delle destre radicali o di altre componenti alternative, comunque nel segno di continuità capitalista.
Erano presenti gruppi territoriali della nostra campagna dell’Emilia-Romagna, del Lazio, dell’Abruzzo, della Basilicata, della Puglia e delle Marche. Sono intervenuti anche Francesco Martone, Matteo Vescovi e Moises Borges, ognuno dei quali ha sottolineato l’importanza della connessione internazionale delle nostre lotte.
L’assemblea ha riconfermato la piena partecipazione alla internazionale dei danneggiati dalle grandi opere, dall’energia fossile e dai cambiamenti climatici, nata l’anno scorso a Belém ed ha sottolineato la necessità di aderire anche formalmente al Trattato di non proliferazione dell’energia fossile, che ha avuto in aprile 2026 a Santa Marta, Colombia, un nuovo, grande e positivo impulso.
Negli interventi, oltre ad aver sinteticamente esposto la situazione di fase nei vari territori, è emersa la stringente necessità di generalizzare le campagne territoriali, scegliendo di volta in volta quei casi emblematici che, per l’impatto nazionale e internazionale si prestano a svelare nitidamente non solo la singola problematica che attiene uno specifico territorio, ma l’azione esemplare e il criminale attacco delle multinazionali su vari livelli, che si ripete nel tempo e negli spazi e tutti ci coinvolge. Generalizzazione non solo territoriale, ma anche vertenziale, che segue, evidenzia e contesta i nessi tra estrattivismo, economia di guerra, carovita, crisi climatica.
È questo il caso del passaggio di proprietà dall’intero comparto nazionale Api/Ip, la principale azienda privata dell’energia fossile italiana, alla Socar che coinvolge direttamente la raffineria di Falconara, sotto processo per disastro ambientale e altri reati, che inevitabilmente ha effetti contundenti sulle mobilitazioni in atto. Il modello Taranto avanza e sicuramente una qualche forma di scudo penale verrà imposto per garantire alla multinazionale azera di avere le mani libere nel continuare l’opera di devastazione del territorio e di continuità produttiva per il profitto, costi quel che costi. Caso che svela anche che le declamate ideologie sovraniste si calano le braghe quando si tratta di garantire a livello internazionale i poteri forti, specie quelli, come la Socar, completamente interni alla triangolazione di scambi commerciali di armi e combustibili fossili con lo stato genocida di Israele, oltrechè gli Usa, la Russia, la Turchia, l’Unione Europea stessa.
Così come è già generalizzata la realtà di Taranto: la città ha ribadito fortemente con la manifestazione dei 15.000 di volere la chiusura definitiva dell’ex-Ilva, la realizzazione progettuale della bonifica e il rilancio territoriale già promossi dalle realtà sociali e operaie del movimento. È così anche nel caso dell’occupazione dei datacenter del territorio milanese, preludio di quello che si sta verificando in tutto il territorio italiano, che rappresenta l’ulteriore disvelamento di come fossile, guerra e inquinamento siano intimamente legati e che portino, direttamente o meno, a ulteriori criticità per le popolazioni. Lo stesso dicasi per la zona di sacrificio Ravennate a cui, come spesso abbiamo detto, manca solo la realizzazione di una centrale nucleare nella città. Per non parlare poi delle connessioni con l’aggressione economico-politica israeliana, che non attiene esclusivamente il Medio Oriente ma si spinge sempre più fin dentro i nostri stessi territori. Lottare qui ed ora diviene così anche una chiara forma di solidarietà concreta verso la resistenza palestinese.
E questi non sono che alcuni degli esempi di come la generalizzazione delle problematiche territoriali possa trovare delle basi materiali di realizzazione e di connessione globali e nazionali. Come, per esempio, per la più grande ed inutile opera fossile che si sta realizzando in Italia, la Linea adriatica Snam, che dalla Puglia arriverà fino alla Romagna. Questa opera, oltre al disastro ambientale e territoriale, è una vera e propria truffa perché viene costruita con i soldi del PNRR distolti da altre necessità ma anche con gli introiti delle bollette. Un’autentica rapina che avviene a danno degli utenti come quella delle spese generali di produzione. Per questo da quel territorio sta partendo l’idea di sviluppare una battaglia di autoriduzione contro l’illegalità e la rapina di Stato. In questo modo si svilupperebbe un’azione che tiene conto del piano ambientale, climatico, sociale ed economico.
Dall’intervento dei compagni No Triv è stata riaffermata la centralità della Basilicata rispetto all’estrazione petrolifera in Italia che si appresta ad essere ulteriormente sviluppata dopo il decreto Meloni. Senza dimenticare anche le altre zone di sfruttamento come quelle del golfo di Trieste, di La Spezia e dell’Adriatico. E’ emersa la proposta di stabilire una sorta di calendario delle iniziative nazionali o sincroniche che evitino l’inutile sovrapposizione di date, come anche quella di organizzare per fine giugno una giornata di lotta nazionale in Basilicata contro la petrolizzazione.
Abbiamo sempre detto che i territori non sono solo luoghi di resistenza sociale, ma anche di proposta, il territorio per noi non è un mero elemento materiale ma cognitivo, capace cioè di proporre progetti alternativi e concreti che forniscano risposte alle problematiche e alle criticità esistenti. Non dimentichiamo la grande vittoria ottenuta a Civitavecchia con il progetto Civitavecchia Bene Comune, che ha concretizzato il passaggio dal carbone all’energia rinnovabile, così come sappiamo che in tutti i territori i movimenti elaborano progettualità alternative. Attualmente una di queste è, per esempio, la proposta di campagna Energia Bene Comune, nata tra le realtà sociali più interessanti dell’Emilia-Romagna riunite in Reca insieme al Centro delle Comunità Solari, che, basandosi sulla constatazione che l’energia immessa nelle cabine elettriche secondarie sia già di per sé una comunità energetiche di fatto, danno una risposta concreta, generalizzabile e nazionale alle alternative che possiamo costruire contro il fossile: l’energia elettrica si può già autogestire a partire dall’utilizzo comunitario delle cabine secondarie e della rete elettrica a valle delle cabine stesse, autoproducendo-consumando-scambiando energia rinnovabile prodotta da piccoli impianti in qualità di comunità energetiche popolari diffuse.
Siamo, quindi, passati dalla realizzazione in molti dei nostri territori di comunità energetiche di vario tipo, esperienze che continuano ad essere importantissime, ad una proposta globale e dirompente che può proiettarci in tempi e spazi finora sconosciuti. Certamente andranno approfondite le modalità e iniziative che comporterà questo percorso, perché non vuole essere solo una richiesta di interesse, ma anche un elemento di pressione complessiva che ne permetta la realizzazione, con il necessario contributo di tutte le componenti della Campagna stessa.
In conclusione, raccogliendo le proposte di contenuto e di date emerse, che tenteremo di calendarizzare e realizzare adeguatamente, considerandole come l’esito di processi organizzativi e di lotta, e non un semplice appello ad un fare generico e proprietario, segnaliamo quelle che riteniamo centrali nel contesto attuale, premettendo però che tali proposte sono valide e definite da chi ha partecipato all’ assemblea e che possano essere integrate in corso d’opera; riteniamo comunque che preludano ad piattaforma di azione condivisa che riteniamo già in cammino.
Cronoprogramma:
- partecipazione alle manifestazioni per lo sciopero internazionale dei porti del 30 ottobre
- 14 novembre: partecipazione al Climate Pride a Roma, corteo realizzato in contemporanea con altre capitali nel mondo per esercitare pressione sulla prossima COP31 sul clima che si terrà ad Antalya in Turchia (ancora non definita la nostra partecipazione)
- 20 novembre: manifestazioni in tutti i territori e partecipazione allo sciopero studentesco europeo “per il nostro futuro, contro le guerre”, cui è seguita l’indizione dello sciopero generale di Cgil e Sindacati di Base (Cobas, Cub, Usi…) “contro carovita-guerra-riarmo e la Finanziaria che taglia ulteriori risorse sociali”
- da Gennaio: nei tre anni di #fermiamoildisastroambientale a Falconara e nelle Marche generalizziamo nuove mobilitazioni sulla Socar/Api/Ip
- 12-18 aprile 2027: controvertice in occasione dell’OMC, conferenza sull’energia offshore nel Mediterraneo a Ravenna. Dal 12 al 16 aprile incontri, sit-in e eventi culturali; sabato 17 manifestazione internazionale; domenica 18 assemblea di reti e comitati di lotta.
- Giugno: iniziativa nazionale contro le politiche estrattiviste in Basilicata.
Decisioni finali:
- Conferma adesione all’internazionale MAB (Movimento delle Persone Colpite dalle grandi opere, dalle fossili e dalla crisi climatica).
- Adesione al trattato di non proliferazione dei combustibili fossili.
- Adesione e ampliamento della partecipazione alla rete Stop Datacenter, in particolare per la loro moratoria, approfondendo anche la conoscenza sulla connessione tra datacenter e intelligenze artificiali generative e riparative.
- Partecipazione fattiva alla campagna Energia bene comune.
- Creazione gruppo lavoro su iniziativa contro la rapina in bolletta e disobbedienza.
- Istituzione del calendario delle iniziative condiviso tra tutti i partecipanti all’assemblea.
- Partecipazione alla campagna contro il nucleare No nuke.
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