Linda Maggiori e altre persone attaccate e diffamate per aver sostenuto la Palestina

Fra esse persino il Presidente dell’Emilia Romagna-Fermiamo l’aggressione e l’intimidazione

Comunicato stampa

In alcuni canali social di ispirazione sionista, “Free4Future” e “Israele Senza Filtri”, è apparsa di recente una presa di posizione estremamente aggressiva, e  diffamatoria contro alcune persone a diverso titolo impegnate nel movimento di solidarietà con il popolo palestinese: si tratta di Linda Maggiori, una giornalista a noi molto cara, un altro giornalisti, due attivisti sociali e persino il Presidente della Regione Emilia-Romagna.

Lo scritto si riferisce alla vicenda della Tekapp, azienda italo- israeliana di Formigine (MO), che opera nel campo della cybersicurezza, e non fa mistero di collegamenti con l’esercito israeliano. Fra queste persone, che vengono accusate, con incredibili addebiti di antisemitismo e di simpatie filonaziste, fino a invocare il ricordo delle leggi razziali del 1938, come dicevamo c’è la giornalista e scrittrice Linda Maggiori, nota attivista ambientale marchigiana, faentina di adozione e da lungo tempo presente nel dibattito politico e giornalistico, assidua e instancabile collaboratrice della Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”. 

Sul quotidiano a diffusione nazionale “Il manifesto” Linda aveva proposto inchieste  sui legami fra aziende italiane e apparati bellici, con particolare riferimento ai rapporti con Israele e alla società Tekap.

In tutta Italia si è sviluppata una  campagna di pressione per la Palestina da parte di gruppi in  difesa dei diritti umani, sono state realizzate diverse iniziative, tutte ineccepibili nei modi, nei toni, legali e autorizzate;  la Regione Emilia Romagna ha tolto il patrocinio all’annuale manifestazione “Zero Trust Cyber Security Summit 2025” della Tekapp, mentre  un’ azienda della regione ha negato l’uso della sua sede per tale incontro. E l’area  modenese è stata particolarmente attiva nella mobilitazione.

I siti in questione, nella loro pubblicazione, hanno insinuato che dietro alle persone citate  si nascondano interessi di Cina, Russia, Qatar e addirittura che Linda Maggiori sarebbe al soldo delle loro ramificazioni. Arrivando a dire che l’inchiesta di Linda – che invitiamo tutte e tutti a leggere sugli arretrati del quotidiano “Il manifesto” –  vi siano “inviti al linciaggio”.

E’ addirittura superfluo sottolineare che né Linda né le altre persone additate hanno mai criticato l’azienda del modenese in virtù dell’appartenenza religiosa del suo fondatore  né si sono mai sognate di pronunciare frasi improntate all’antisemitismo.

La critica nei confronti di Tekap è documentata e puntuale, e riguarda i suoi rapporti con un governo e un esercito che stanno compiendo uno sterminio e una vera pulizia etnica, perseguendo null’altro che i propri non trascurabili profitti.  Per altro, i legami con l’esercito israeliano sono stati a lungo pubblicizzati proprio dai vertici aziendali.

Non possiamo non ricordare che fino a pochi mesi fa, nel sito aziendale compariva perfino un depliant dall’agghiacciante titolo  “adotta il tuo cecchino”, poi rimosso, guarda caso quando la polemica verso Tekapp ha cominciato a prendere corpo.

Come detto più sopra, oltre a Linda Maggiori, l’invettiva è stata scagliata contro un altro giornalista, il modenese Flavio Novara, contro Michele De Pascale, Presidente della Regione, e  contro due attivisti/e, Giovanni Iozzoli e Manuela Ciambellini. Nei confronti di tutte e tutti è stata sollevato un diffamatorio coro di sospetto a base di  “Chi c’è dietro? Chi li paga?.””, come se dietro le persone ci fosse la criminalità organizzata o un complotto internazionale.

E’ una vera e propria intimidazione, nei confronti non solo delle persone interessate, ma di chiunque di questi tempi osi criticare il governo e l’esercito d’Israele e criticare i rapporti che tante realtà del nostro Paese intrattengono con esso.

La Campagna Per il Clima – Fuori dal Fossile, ovviamente esprime tutta la solidarietà alla nostra Linda, al Presidente De Pascale, a Flavio Novara, Giovanni Iozzoli e Manuela Ciambellini, e coglie l’occasione per sottolineare ancora una volta che il legame fra la guerra e la feroce contesa per le fonti di energia fossile si conferma anche nella drammatica vicenda palestinese, e quindi la strada della fuoriuscita dal fossile e uno dei principali cammini di impegno per la Pace, in Palestina e ovunque.

Invitiamo tutte e tutti, anche le Istituzioni, ad esternare la loro indignazione, così come hanno fatto in un recentissimo appello alcune personalità della vita civile emiliano-romagnola, primo firmatario l’ex Presidente della Regione Lanfranco Turci.

Il clima di minaccia e criminalizzazione verso chi ha il solo torto di essere dalla parte di un popolo martoriato non è minimamente accettabile!

                             Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”