Stanotte le forze armate degli Stati Uniti hanno colpito la capitale del Venezuela e catturato il presidente Maduro e sua moglie, trasferiti in territorio statunitense in attesa di giudizio con l’accusa di narcoterrorismo.
Questo pomeriggio il presidente americano Trump ha tenuto una conferenza stampa delirante, in cui fra esaltazione della potenza, precisione e competenza dei suoi militari e autoproclamazione di sé stesso come presidente pro tempore di uno stato estero, finché non avverrà una transizione a detta sua sicura e giudiziosa, ha candidamente ammesso di volere mettere le mani sul petrolio a cui per troppo tempo è stato negato l’accesso. A suo dire i presidenti che lo hanno preceduto se lo sono lasciato “rubare”, lui non lo avrebbe mai permesso.
Su tutta questa farneticazione, in un mondo normale, ci si sarebbe aspettati da un Presidente del Consiglio di una nazione che rifiuta l’ingerenza nelle questioni politiche straniere da Costituzione, una condanna senza riserve di un’azione del genere. La nostra pdc Meloni, invece ha ritenuto l’attacco al Venezuela legittimo. Non siamo sorpresi ma possiamo perlomeno essere infuriati per questo ennesimo e definitivo inginocchiamento davanti all’imperatore. Possiamo richiamare la popolazione italiana a guardare in prospettiva e a valutare se questo servilismo ci potrà portare ad un futuro migliore. Come realtà che si battono contro il fossile abbiamo perso il fiato a forza di ripetere che il petrolio e le altre fonti fossili sono la causa dei conflitti in tutto il mondo e che solo l’uscita dall’era fossile può rendere i paesi liberi di autodeterminarsi. Noi ne abbiamo la possibilità, questo è il momento perfetto per rendercene conto e agire di conseguenza. Il nostro cuore però stasera è con la popolazione venezuelana, che possa trovare la forza di alzare la testa e reclamare la propria autonomia, quella che per troppo tempo ai paesi del Sudamerica è stata negata.
Che viva la libertà, sempre!
Per il Clima Fuori dal Fossile